Sfizi Delizie e...

Sfizi Delizie e... - Il posto giusto per ogni gusto!

domenica 7 settembre 2008

Domanda semplice semplice

Perchè cazzo non riesco
a curare per bene nemmeno
questo terzo blog?!
Grazie per le eventuali risposte...

venerdì 25 luglio 2008

Ronaldinho al Milan!

Con un ritardo colossale, lo annuncio anch'io: Ronaldinho, il calciatore che continuo a ritenere il numero 1 al mondo, è del Milan. Vestirà la maglia numero 80.

giovedì 15 maggio 2008

Caso Travaglio - Che Tempo che fa

Il vero problema di Travaglio è quello di essere il miglior giornalista d'Italia.

Questo lo porta a subire le invidie dei suoi colleghi, che in questi giorni lo stanno attorniando nel tentativo di farlo fuori. Una sua dichiarazione contro i giornalisti è stata trasformata dai giornali e dalle tv in un attacco alla seconda carica dello Stato.

Ed io, che un giorno spero di far parte di questo mondo, vorrei tanto che essere come Travaglio, ovvero libero, informato ed "informante", non equivalga a dover subire la gogna mediatica dei miei colleghi.

Io sto con Travaglio.

mercoledì 30 aprile 2008

Salvatore Marino, Maschio 100%

Riporto qui il video di uno degli uomini più idioti ma divertenti della storia dell'umanità: Salvatore Marino.

Un essere che si vanta di essere maschio (al cento per cento, ovvio) e maschilista. Insulta continuamente le donne - lesbiche in particolare - e gli omosessuali. Si definisce anche di destra, sostenendo di essere appoggiato persino dalla Fiamma Tricolore (ma mi rifiuto di crederlo!).

Non aggiungo altro, mi limito ad invitarvi ad assistere a tutto il video (vi assicuro che merita) e ad augurarvi buon divertimento!

sabato 26 aprile 2008

Grande successo per il V2-Day

Ieri, 25 aprile, Beppe Grillo ha portato in piazza San Carlo a Torino circa 120.000 persone.

Il grande successo di questo secondo Vaffanculo Day (che ha bissato il primo, svoltosi a Bologna l'8 settembre dello scorso anno) è stato praticamente taciuto dai mass media italiani, che, come volevasi dimostrare, hanno preferito ignorare la notizia.

Un incredibile autogol, a mio avviso, questo di giornali e televisioni: così facendo, hanno solo dimostrato che la battaglia che sta sapientemente combattendo il comico genovese contro la casta dei giornalisti (circa 450.000 firme in un solo giorno per i tre referendum sull'informazione, un record) è giusta e meritevole di un forte seguito.

Io, aspirante giornalista, ancora una volta, sto con Beppe.

martedì 15 aprile 2008

Tra Bossusconi e Lombardosi

Sono davvero sconcertato dall'esito delle urne. Ne esco distrutto, sconvolto, sfiduciato.

Mi ritrovo con un governo che non mi rappresenta affatto, con una maggioranza che si è imposta grazie al grandissimo apporto della Lega Nord. Bossi potrà dunque fare e disfare quello che vorrà, tanto a Berlusconi interesserà solo restare al governo per altri cinque anni per fare i comodi propri. Ai cittadini darà solo il contentino di qualche legge più o meno accettabile, per continuare a far credere di essere "meno peggio" degli altri.

La berlusconite la ritengo una malattia, da cui io sono guarito da qualche tempo.

La cura si chiama informazione. Il problema è che prima di curare noi, l'informazione deve curare se stessa.

Ma se il Sud ne esce sconfitto, la Sicilia è la regione che più delle altre deve disperarsi. Oltre ad un governo nazionale ostaggio dei leghisti, alle regionali siciliane il candidato dell'Mpa (Movimento per Accattoni) si è imposto con una percentuale scandalosa. Due su tre tra i votanti ha scelto Raffaele Lombardo, l'uomo che - parole sue - proseguirà il lavoro di Cuffaro. Se tanto mi dà tanto...

Alla Camera, non potendo votare per la lista nella quale mi riconoscevo maggiormente (Per il Bene Comune) in quanto nella Sicilia orientale non si è potuta presentare, ho optato per la lista di Giuliano Ferrara "Aborto? No, grazie". Pur non convincendomi il leader (per il suo passato, per il suo americanismo e per il suo berlusconismo) sono un antiabortista convinto e condivido in pieno le sue tesi in materia. Riguardo alle regionali, ho espresso la mia preferenza per Sonia Alfano come presidente della Regione e per Maria Cristina Saija per l'assemblea.

Tutte preferenze, le mie, poco fortunate (per usare un eufemismo).

Comunque, se gli italiani e i siciliani hanno deciso così, evidentemente è quello che meritano. Che meritiamo.

Da parte mia l'impegno d'ora in poi a fare della politica attiva, per fare in modo che la mia Terra cambi rotta.

giovedì 10 aprile 2008

Perchè votare Sonia Alfano

Riporto qui la lettera che l'avvocato Fabio Repici ha scritto per sostenere la candidatura di Sonia Alfano alla presidenza della regione siciliana.

Facendomi violenza per superare la ritrosia a fare dichiarazioni pubbliche di voto, avendo una modesta cifra professionale (sono solo un modesto avvocato che predilige difendere vittime di mafia) e nessun rilievo politico (non avendo mai avuto tessere di partito), voglio spiegare le ragioni per cui voterò per Sonia Alfano e altrettanto sto invitando a fare tutti coloro con cui mi capita di parlare delle prossime elezioni regionali.
Perché Sonia Alfano, fra tutti i candidati alla presidenza della Sicilia, è l’unica candidata sinceramente e concretamente antimafiosa.
Perché dietro Sonia non ci sono l’imbarazzante volto e l’imbarazzante elettorato di Totò Cuffaro.
Perché dietro Sonia non ci sono nemmeno l’imbarazzante volto e l’imbarazzante elettorato di Mirello Crisafulli.
Perché Sonia ha accettato di candidarsi senza alcun paracadute.
Perché Sonia non ha padroni né padrini.
Perché a scrivere il programma elettorale di Sonia non è stato Salvo Andò, che peraltro era già impegnato con Anna Finocchiaro.
Perché quando fu ucciso il padre di Sonia a Barcellona era latitante Nitto Santapaola e quando qualche mese dopo Santapaola fu arrestato nel suo covo fu trovato un bigliettino autografo di Salvo Andò.
Perché dietro Sonia non ci sono la Lega delle cooperative ed il suo presidente regionale, quell’Elio Sanfilippo che Pio La Torre finché visse combatté.
Perché Sonia ha sempre rifiutato le tante poltrone e i tanti seggi sicuri che pur di zittirla le sono stati offerti.Perché Sonia non si è mai accodata al Partito Unico dell’Antimafia di Regime (il famigerato PUAR) ma ha continuato a impegnarsi fuori dagli apparati e rifiutando ogni prebenda.
Perché Sonia è fra i pochi che non si sono tirati indietro - per complicità, pavidità o ignavia - nella denuncia del vergognoso mancato scioglimento per mafia del comune di Barcellona Pozzo di Gotto ad opera del ministro Amato.
Perché Sonia, ben prima di candidarsi, è stata fra i pochi che si sono spesi per arginare la rappresaglia della partitocrazia contro Luigi De Magistris e Clementina Forleo. E perché Lombardo e Finocchiaro, con i loro capi, si sono schierati per la rappresaglia.
Perché Sonia si batteva al tempo dei girotondi e ha continuato a farlo anche quando alle porcate di Berlusconi sono seguite le porcate del centrosinistra.
Perché Sonia è stata l’unica persona, fra i candidati, che in silenzio e senza alcuna esibizione il 18 marzo scorso è stata presente al palazzo di giustizia di Messina accanto ai familiari di Graziella Campagna in attesa della sentenza di 2° grado.
Perché gli organi di informazione di regime, per tutelare la posizione di Lombardo e Finocchiaro, hanno tentato di occultare la candidatura di Sonia.
Perché Sonia è stata l’unica che ha avuto il coraggio di rifiutare l’imposizione con cui gli apparati dei partiti (e del Partito Democratico in particolare) hanno tentato di impedire una candidatura proveniente dall’area dell’impegno antimafioso.
Perché coloro che hanno tentato in tutti i modi di trovare scheletri nell’armadio di Sonia sono rimasti a mani vuote.
Perché anche quando taluni servi sciocchi che pure esistono nel campo antimafioso, accecati dal loro livoroso egocentrismo, hanno tentato di giustificare la propria avversione alla candidatura di Sonia, hanno balbettato penosamente frasi vuote di significato e di senso.
Io voto per Sonia perché è l’unica opzione elettorale dignitosa per ogni siciliano onesto e intransigente.
Fabio Repici

martedì 1 aprile 2008

Beppe Grillo a Messina

Ho seguito dal vivo il comizio-show di Beppe Grillo. E' stato divertente come mi aspettavo ed emozionante molto più di quanto potessi immaginare.

Grazie a Beppe Grillo per essere stato capace di svegliare una città perennemente in letargo come Messina, portando in piazza circa 7000 persone; grazie per averci fatto ridere e riflettere; grazie per aver dato il là alla nascita di queste benedettissime liste civiche.

Grazie a Sonia Alfano per l'impegno che ci sta mettendo, nonostante sappia che il popolo per cui ha intenzione di battersi il 13/14 aprile non si schiererà con lei quanto dovrebbe; grazie per la capacità di dire le cose semplici senza essere mai banale; grazie per avere dimostrato di non essere solo la figlia dell'ignorato Beppe Alfano; grazie per aver sempre rifiutato le proposte dei grandi partiti ed aver accettato solo quella seria di Grillo; grazie per proseguire nonostante le continue minacce di morte (di cui la stampa non parla).

Grazie al partito democratico, che he allestito due gazebo abusivi accanto al palco di Beppe Grillo, rilasciando volantini e spargendo in giro la voce secondo cui Grillo non sarebbe arrivato; grazie all'ex sindaco decaduto di An, Giuseppe Buzzanca, che ha anche lui fatto girare i propri volantini approfittando dello spettacolo, e così anche i rappresentanti dell'Udc.

Grazie ai giornalisti, che hanno dedicato poche righe nei quotidiani e pochi minuti nelle tv ad un evento di così vasta portata.

Grazie soprattutto ai grilli dello stretto, il movimento messinese che mi fa finalmente riavere speranza nel futuro della mia città e della mia regione; grazie per essere gli unici ad occuparsi del tema della legalità; grazie perchè, se ci sono loro, allora la mia generazione non è tutta da buttare.

sabato 22 marzo 2008

22 anni. Uno in più

Oggi compio il mio ventiduesimo giro attorno al Sole. Come dice Max Pezzali, uno in più: nient'altro che un numero, nient'altro che un simbolo.

giovedì 13 marzo 2008

Marco Travaglio e le promesse elettorali

Le elezioni continuano ad avvicinarsi e questa volta Marco Travaglio parla delle promesse elettorali dei partiti politici, soprattutto del PdL e del Pd.

Per queste elezioni sentiamo più promesse che programmi e più utopie che promesse.

sabato 8 marzo 2008

8 marzo 1908 cento anni dopo




Oggi ricorre il centenario di due grandi tragedie della storia dell'umanità: la prima è l'incendio dell'industria tessile Cotton, negli Stati Uniti, in cui morirono 129 donne; la seconda è la fondazione dell'Inter.

Nello scusarmi per il macabro paragone, auguro un sereno 8 marzo a tutte le donne. Ed anche agli interisti, anzi, solo alle interiste.

lunedì 3 marzo 2008

Sanremo 2008: vincono Elio e le Storie Tese

Si è concluso uno dei festival di Sanremo dal maggiore insuccesso degli ultimi anni, battuto anche dalla concorrenza. Sono lontani i tempi in cui si superava il 50% di share. A me comunque il festival a tratti non è dispiaciuto, il dopofestival invece l'ho adorato.

Ecco le mie pagelle:

Elio e le storie tese - Voto 10: Hanno condotto il dopofestival migliore di sempre, unendo capacità artistiche di vario tipo. Elio, soprattutto, ha dimostrato di essere un uomo dalle risorse infinite. Indimenticabili le rivisitazioni di alcuni brani, memorabile l'esecuzione de "Il barbiere di Siviglia" nella serata finale, con quel "figa" urlato sapientemente.

Pippo Baudo - Voto 6: Facile criticarlo per via degli ascolti, ma è stata un'edizione accettabile per molti aspetti. Se non altro ha il merito di avere scelto sia Chiambretti che Elio e le Storie Tese. Un po' a disagio nel ruolo di spalla comica, si salva per la sua esperienza nella conduzione.

Piero Chiambretti - Voto 7.5: Più che discreto il suo personale Sanremo. Ha dato il massimo, certo non poteva anche cantare.

Bianca Guaccero e Andrea Osvart - Voto 6: Assolvono il compito degnamente. Meglio di loro Lucilla Agosti nel Dopofestival.

Giuria di Qualità - Voto 2: Anche loro si saranno voltati indietro quando Baudo li ha presentati: "di qualità noi!?" si saranno chiesti. Da notare che i loro voti, spesso ingiustificati da loro stessi, si sono alzati con l'andare del tempo. Avrebbero fatto meglio a chiamarla "giuria dei Vip".

Loredana Bertè - Voto 9: Si è presentata con un testo molto bello, soprattutto nella parte parlata. Se non fosse stata squalificata, per colpe non sue, avrebbe meritato il premio intitolato alla sorella scomparsa.

Sergio Cammariere - Voto 8: Un po' di poesia in un festival in cui, a mio avviso, il vero fallimento sta nelle canzoni.

Tricarico - Voto 8: Ha emozionato forse come nessun altro. E la sua mancanza di intonazione, di certo non voluta, in realtà quasi si confà con l'intensità delle parole.

Frankie Hi Nrg - Voto 7: Si presenta con un testo coraggioso e direi quasi "invitante". Al di là delle sue idee politiche certamente lontane dalle mie, mi ha colpito. Polemizza con signorilità con Tiromancino, che lo attacca senza ragione.

Giò Di Tonno & Lola Ponce - Voto 3: Se non ci fosse stata la loro prevedibile vittoria, avrei fatto a meno anche di nominarli. Credo di aver detto abbastanza.

Anna Tatangelo e Tiromancino - Voto SOTTO ZERO: L'anno scorso sia tra i giovani che tra i big si affermarono canzoni impegnate, rappresentate da testi molto belli e toccanti. Cavalcando quest'onda, l'una ha affrontato il tema dell'omosessualità e l'altro quello del precariato con una banalità inquietante. Inquietante soprattutto che lei sia arrivata seconda, con un testo che oltre ai gay stessi offende la lingua italiana.

sabato 1 marzo 2008

Marco Travaglio e le liste pulite

Le elezioni si avvicinano e Marco Travaglio, ospite come di consueto ad Anno Zero, parla delle difficoltà che alcuni partiti hanno nel candidare gente impresentabile.

Ma i capi-partito, spesso anch'essi impresentabili, sanno bene come selezionare al meglio i loro simili.

sabato 23 febbraio 2008

Buonanotte all'Italia - Luciano Ligabue

Davvero bello l'ultimo singolo di Ligabue: profondo il testo, toccante il video.

"Buonanotte all'Italia", nella speranza che si risvegli al più presto.

giovedì 21 febbraio 2008

Elezioni nuove, legge elettorale vecchia


Buona parte del Paese ha sperato che le forze politiche giungessero ad un accordo finalizzato alla riforma della legge elettorale vigente. Per il conseguimento di tale scopo si sono prodigati i presidenti di Repubblica e Senato, Giorgio Napolitano e Franco Marini, ma al termine delle consultazioni avviate da quest'ultimi con i massimi rappresentanti dei vari partiti, è risultato inevitabile che alle elezioni anticipate - successivamente fissate per il 13 e 14 aprile prossimi - si andrà con la medesima legge promulgata due anni orsono.

Una legge che palesa così grottescamente i propri difetti da essere stata definita una porcata persino dal suo primo firmatario, il leghista Roberto Calderoli, e criticata più o meno aspramente da tutti i partiti, da un'estremità all'altra.

Non prevedere la preferenza diretta, negando così al cittadino il diritto di scegliere da chi essere rappresentato e delegando questo fondamentale compito ai capi-partito, è un atto non solo ingiusto ma anche incostituzionale (l'articolo 48 della Costituzione prevede che il diritto di voto non può essere limitato in alcun modo) mentre calcolare il premio di maggioranza al Senato su base regionale è una follia che fa da prodromo a un governo instabile e poco duraturo.

A pensare che si tornerà alle urne alle stesse condizioni del 2006 - condizioni che han contribuito anch'esse in modo determinante al fallimento dell'ultimo esecutivo - e che tante volte si è discusso circa l'indubbia urgenza di modificare la suddetta legge ci sarebbe da stranirsi, ma la classe dirigente italiana è spesso e volentieri camaleontica e sa trovare con estrema ed invidiabile facilità le parole adatte a giustificare il proprio trasformismo.

E così la caduta del Governo Prodi ha di fatto provocato la conclusione del dialogo (o del tentato inciucio) apertosi precedentemente tra il leader del centrosinistra Walter Veltroni e quello del centrodestra Silvio Berlusconi, posto che - dati alla mano - per quest'ultimo prima si andrà a votare e maggiori risulteranno le preferenze accordate alla coalizione da lui rappresentata. La politica italiana è così: dalla sera alla mattina - così come un accordo elettorale tra due partiti può ritenersi prima definitivamente concluso e poi saldo come non mai - la riforma di una legge può essere definita prima urgente e poi rinviabile, prima necessaria e poi superflua. Sarà per questo che il referendum elettorale è stato fatto slittare di un anno con una manovra prepotente e vergognosa.

Se prendersi il gioco della collettività fosse un mestiere, probabilmente i 15mila euro che i parlamentari si accaparrano mensilmente sarebbero congrui all'impegno profuso; ma se consideriamo che il loro dovere è quello di curare i nostri interessi, vengono i brividi. E vengono maggiormente al pensiero che c'è il serio rischio - causa la legge non riformata - di ritrovarci nuovamente un governo debole.

Fuori dai confini c'è già chi è pronto a deriderci; dentro, invece, c'è chi è pronto ad emigrare.

giovedì 14 febbraio 2008

San Valentino


Tengo a precisare - ed urlare al mondo - che oggi, 14 febbraio, non è la festa degli innamorati bensì la festa degli innamorati corrisposti. Per chi non è corrisposto c'è ben poco da festeggiare. Siamo precisi!

sabato 9 febbraio 2008

Calcio, il problema di non risolvere i problemi


Quando ci si trova di fronte un ostacolo, ci sono più possibilità di affrontarlo. C’è chi tenta di saltarlo, mettendosi in gioco e misurando le proprie capacità, e chi lo aggira, scegliendo la strada più semplice e comoda. Sono due alternative molto dissimili l’una dall’altra, ma entrambe efficaci: nel primo caso si dimostrano coraggio e impegno; nel secondo furbizia e pragmatismo. Ma c’è anche chi predilige una discutibile terza via: ignorare l’esistenza medesima dell’ostacolo, andando inevitabilmente a sbatterci contro.

E’, quest’ultimo, il triste caso di chi gestisce da tempo il calcio, lo sport (se ancora così può definirsi) più seguito e malato d’Italia, i quali si ostinano a non risolvere gli annosi problemi del mondo del pallone, semplicemente non affrontandoli o facendolo in maniera alquanto bizzarra e mal celatamente gattopardesca.

Quando il dio denaro prevale sulla passione e i sani principi lasciano il posto alla sete di potere, quando gli interessi dei singoli sovrastano quelli collettivi e i più ricchi abusano della propria condizione economica a discapito dei più deboli, quando i pochi ribelli vengono zittiti e confinati (vedi Zeman) e chi non è colpevole è quantomeno connivente o contiguo, quando – in un contesto sportivo – accade quanto sopra, non c’è lo spazio per risolvere i problemi né la volontà di riunirsi attorno a un tavolo e mettere da parte dissidi e incomprensioni per il bene comune. Semmai, si può fingere di farlo.

Il calcio è sempre stato uno sport diverso dagli altri. Forse per il suo status di sport nazionale ha sin dal principio creato delle vere e proprie rivalità tra le città, ancor più se della stessa regione, vogliose di ottenere un’illusoria e aleatoria supremazia territoriale. Ma negli ultimi decenni la situazione è peggiorata in maniera esponenziale. I cittadini, stressati e frustrati dai problemi di tutti i giorni – e incapaci di gestire sia essi che se stessi – hanno trasformato il calcio in una delle tante armi di distrazione di massa: il cittadino, all’interno di uno stadio o davanti ad uno schermo, si distrae dai veri problemi quotidiani; se la squadra del cuore vince può sfogare la propria rabbia repressa, illudendosi che la vittoria sia anche propria, se perde può sempre additare come responsabili gli arbitri e quant’altri capitino a tiro. In ogni caso si aliena dalla realtà, nell’effimera convinzione di ricavarne un sollievo.

A esasperare il tutto ci pensano calciatori, allenatori e dirigenti delle società, i quali danno troppo spesso un cattivo esempio a chi li osserva. Si è per molto tempo ignorato questo particolare, negando il nesso tra il comportamento di chi sta in campo e quello di chi tifa. Si è dunque continuato imbelli ad assistere a episodi di autentica violenza, verbale e fisica, tra i protagonisti del calcio, senza che s’intervenisse, ignorando insomma l’ostacolo e sbattendoci contro.

Ma quando si sbatte, spesso, si rischia di farsi del male, molto male, finanche di morire. La violenza crescente e dilagante delle frange estreme delle tifoserie è sfociata più volte in episodi di sangue. Dopo la morte di Raciti, il poliziotto rimasto ucciso al termine di Catania-Palermo della scorsa stagione, i signori del calcio si accorsero che, forse, bisognava intervenire. Seguì un periodo di riflessione durante il quale si pensò addirittura di sospendere il campionato per un periodo lungo e indeterminato, affinché si potessero studiare al meglio i piani adatti a risolvere il problema della violenza e quelli connessi ad esso. Tanto clamore per nulla: trascorse due settimane, Raciti finì nel dimenticatoio e si ritornò a giocare come se nulla fosse accaduto, ignorando una volta di più le indubbie responsabilità di chi il calcio lo vive dall’interno.

Quando, poi, si tenta di trovare un rimedio, i risultati sono patetici. Da qualche settimana, ad esempio, si è deciso di imporre il terzo tempo: i calciatori delle due squadre, al termine di ogni gara, devono – o dovrebbero – stringersi la mano in segno di rispetto. Trattasi della brutta e goffa copia di quanto accade nel rugby, dove gli atleti – di loro spontanea volontà – si riuniscono a fine match, lasciando sul serio alle spalle quanto accaduto sul campo da gioco.

Così facendo, si è ottenuto il risultato inverso: se prima si poteva registrare qualche episodio di sportività, come una spontanea stretta di mano o uno scambio di maglia, adesso la nuova regola ha meccanizzato il tutto, mimetizzando così gli sparuti episodi autentici e facendo prevalere la sensazione della forzatura di tali gesti. E’ come assistere a uno spettacolo televisivo durante il quale, di tanto in tanto, l’uomo clack invita gli spettatori a dimostrare il proprio gradimento con un applauso o una standing ovation. E’ il trionfo della finzione applicata allo sport, che bella invenzione! Ma oltre che patetica, la norma ha palesato la propria inconsistenza per via della mancanza di una pena prevista per i presunti contravventori. Così, appena alla seconda settimana di esperimento, in ben due partite il terzo tempo non è stato osservato, sostituito da accenni di rissa e scambi d’insulti tra i giocatori.

Constatato l’inevitabile e prematuro fallimento, l’unica soluzione sarebbe stata abolire l’insoddisfacente regola e cominciare a discutere seriamente su come gestire il calcio, magari spendendo meno in acquisti e ingaggi e investendo sulla valorizzazione dei giovani, o tralasciando le sterili polemiche post-partita creando i presupposti di uno sport migliore che, un giorno, possa essere da esempio – positivo – per gli appassionati. Ma al momento il terzo tempo, insieme alle altre contraddizioni, resta dov’è.

L’ostacolo, ancora una volta, viene ignorato e investito.

giovedì 7 febbraio 2008

Napolitano scioglie le camere, si torna al voto


Giorgio Napolitano, appena informato da Franco Marini circa l'inefficacia dei propri sforzi finalizzati al raggiungimento di un accordo tra i partiti, ha dovuto inevitabilmente scogliere le camere. Si tornerà dunque al voto il 13 e 14 aprile, ovviamente con il medesimo sistema elettorale che - insieme ad altre cause - ha fatto inabissare il governo Prodi anzitempo.

Tenuto conto che il Partito Democratico correrà da solo, pare evidente che dobbiamo aspettarci nuovamente Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. Credo che il centrodestra escluderà i vari partitini da zerovirgola, ma al provvidenziale Mastella non rinuncerà. Un motivo in più per non votare ma annullare la scheda.

Sono comunque convinto che l'affermazione della Casa delle Libertà sarà meno schiacciante di quanto si possa prevedere. Molti delusi dall'esecutivo Prodi non cambieranno necessariamente sponda ma potrebbero ragionevolmente astenersi.

Ma è ancora presto per parlare di tutto ciò, mi dedicherò in seguito a commentare l'evolversi dell'imminente campagna elettorale.

giovedì 31 gennaio 2008

Napolitano incarica Marini


Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha incaricato il Presidente del Senato Franco Marini di formare un governo avente l'obiettivo di modificare (direi rivoluzionare) l'attuale legge elettorale e di badare ad altre esigenze impellenti del Paese, prima di tornare alle urne. E' la soluzione che auspicavo e che ritengo tuttora più saggia.

Nella speranza che finalmente prevalga il buon senso, stiamo alla finestra.

sabato 26 gennaio 2008

Mastella, Cuffaro e "la famiglia"




Dopo le dimissioni di Clemente Mastella, ecco quelle di Salvatore Cuffaro. Il primo era il Ministro della Giustizia dell'ormai ex Governo Prodi ed eletto tra le file del centrosinistra, il secondo era Governatore della Regione Sicilia e rappresentante del centrodestra.

Ma i due dimissionari, oltre ai problemi con le toghe, hanno un'altra cosa in comune: entrambi, nel loro discorso d'addio, hanno voluto precisare che la scelta veniva fatta a difesa della propria famiglia.

Assumersi le proprie responsabilità e lasciare in pace mogli e parenti vari no, vero? Troppo complesso?

Maria Sharapova conquista gli Australian Open



Maria Sharapova, la tennista russa che mi ha fatto appassionare a questo bellissimo sport, si è aggiudicata gli Australian Open battendo in finale la serba Ana Ivanovic con un perentorio 7-5 6-3. E' stato un incontro emozionante, che ho potuto assistere solo grazie ai sei caffè ingeriti durante le 18 ore precedenti all'incontro, per battere sonno e stanchezza!


Torneo senza storia, in cui la bella Maria non ha concesso alle avversarie nemmeno un set. Dopo Wimbledon 2004 e gli Us Open 2006, si tratta del terzo slam in carriera. Tra maggio e giugno andrà all'assalto del Roland Garros, unico slam mai vinto, anche se sulla terra per essere competitiva dovrà mostrare un netto miglioramento.


Informazioni maggiori sulla Sharapova sono disponibili sul sito italiano a lei dedicato.



La caduta di Prodi e lo spettacolo dei senatori



Il Governo Prodi è caduto, ma a me importa ben poco. Non nascondo la soddisfazione provata al momento dell'annuncio di Marini, ma so benissimo che, al momento, il futuro non appare roseo. Attendo fiducioso l'esito delle consultazioni di Giorgio Napolitano: tra chi spera in elezioni anticipate e chi si augura un governo di transizione, io sto in mezzo.

Spero insomma che si faccia una legge seria, che garantisca la stabilità al governo, in sostituzione della porcata di Calderoli. D'altronde, con l'attuale legge, la probabile vittoria del centrodestra non sarebbe di certo la soluzione adatta, divisa com'è la Casa delle Libertà.

Vada per il governo tecnico, purchè di breve durata.

L'importante è che i politici italiani cambino atteggiamento. Nel video in alto, le indegne reazioni di alcuni senatori, tra tutti Barbato dell'Udeur (che sputa) e Strano di An (che insulta) che se la prendono con Cusumano, reo di aver esercitato un suo diritto, quello di dare la propria - seppur discutibile - fiducia al governo.

Chi mi conosce sa che non condivido in gran parte il sistema democratico ma, finchè siamo in democrazia, è paradossale assistere a certe reazioni. Tra l'altro Cusumano, dopo aver avvertito un malore in seguito all'accaduto, è stato pure espulso dal partito. Pazzesco!

venerdì 18 gennaio 2008

Scambio links

Chi volesse operare uno scambio links, può inserire il link del mio blog sul proprio spazio e lasciare un commento a questo post. Una volta visitato il vostro blog/sito, provvederò a restituire il favore.

Qui sotto, l'elenco dei blog/siti amici (alcuni dei quali ad honorem!):

lunedì 14 gennaio 2008

Blog definitivo (forse)

Se non ho perso il conto, questo è il mio terzo blog personale. Ed è quello definitivo (almeno credo).
Piuttosto inutile, dunque, far nuovamente delle presentazioni: se ancora non mi conoscete, vi invito a visitare i miei vecchi blog - Così è (o mi pare), quello storico, e Mattelicus World, nato in un momento di euforia e subito abbandonato - oppure la mia pagina personale su Netlog. Inoltre, se volete, potete aggiungermi tra i contatti messenger (mattelicus@hotmail.it). Solitamente aggiungo chiunque, ma chatto solo con chi ritengo interessante.

Tutto questo in attesa che io sistemi layout e quant'altro, e partorisca un post degno dell'esordio. A presto.